lunedì 26 dicembre 2016

George Michael – Last Christmas – La canzone di Natale per sempre

Se ne va anche lui, sembra proprio che pezzo dopo pezzo tutto il mio mondo stia scomparendo.
George Michael sarà per me sempre associato a Last Christmas al video che l’accompagnava che guardavo sulla mitica Dj Television anch’essa un lontano ricordo ma se c’è una cosa che ho imparato e non lasciarsi andare alla malinconia perché si sprofonda.
Eppure, se voi siete capaci di lasciare andare le cose senza emozionarvi siete sicuramente più attivi, più capaci di stare al passo con la vita che cambia, più attuali…

Io preferisco ascoltare Last Christmas, Jesus to a Child, Dont let the sun go down on me, If i told you that e cosi via quanto dura tre minuti?
Saranno tre minuti memorabili,

ciao George e grazie per tutti i Natali che mi hai allietato.

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Foto da Prorcastrination Palace 


 Poi, lo vedete questo sguardo, è lo sguardo di chi soffre, di chi sta morendo dentro ma non lo vuole dare a vedere, all'epoca non avevo ancora provato questo tormento ma solidarizzavo con lui.

sabato 24 dicembre 2016




Foto da Lamenteemeravigliosa.it 
Un uomo passa con un pane
sulle spalle
Scriverò, dopo, sul mio doppio?

Un altro si siede, si gratta, uccide
la pulce che si toglie da sotto l’ascella
Con che coraggio dibattere
di psicoanalisi?

Un altro aveva un palo in mano
e mi è entrato nel petto
Mettersi a parlare, poi, di Socrate
col dottore?

Passa uno zoppo tenendo
per mano un bambino
E io dovrei, dopo, leggere Andrè
Breton?

Un uomo dal freddo, tossisce,
sputa sangue
Sarà mai più permesso anche solo
alludere all’io profondo?

Uno cerca nel fango nòccioli, gusci
come fare, poi, a scrivere
dell’infinito?

Un muratore cade da un tetto
e muore, prima ancora di pranzo
Dovrei dedicarmi, dopo, a parlare
di quarta dimensione?

Un banchiere falsifica il bilancio
Con che faccia piangere, poi,
a teatro?

Un poveretto dorme, gli premono
un piede sulla schiena
E io dovrei star lì a parlare
di Picasso con te?

Qualcuno segue un funerale
singhiozzando
Come fare ad entrare
nell’Accademia, adesso?

Qualcuno lucida il fucile in cucina
Chi ha più il coraggio di parlare
dell’al di là?

Qualcuno passa contando sulle dita
Come parlare del non-Io
senza un grido? 

César Vallejo    poeta Andino


...cosa aggiungere, io mi sento esattamente cosi, anche se è Natale!

Grazie a Alessandro Baricco 
che me lo ha fatto conoscere sulle pagine di Vanity Fair

giovedì 22 dicembre 2016

Auguri a Tutti per Tutto!


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Foto da 123rf.com

...se puoi, fai bene e scordatenne". cit.

mercoledì 14 dicembre 2016

Giulia Spizzichino - La farfalla impazzita

foto da elle.it

Possibile che lassù non sia vietato accettare angeli così piccoli?

Ogni lacrima versata è una lacrima a sé, che merita di essere ricordata, raccontata.

La mia personale Giornata della Memoria si realizza quotidianamente… 






Muore Giulia Spizzichino scampata alla deportazione, testimone fondamentale per il processo contro Priebke, la vita le strappa anche un figlio, muore a 90 anni un fiore d'acciaio.


giovedì 8 dicembre 2016

ISIDE 

AL MUSEO ARCOS DI BENEVENTO...


Carmela Hauber   Maria Tea Varo   Peppe Barile
http://www.sannioteatrieculture.it/dettagliocomunicatom.php?vIdComunicato=8748

mercoledì 2 novembre 2016

Ponte di Ognissanti, Commemorazione dei Defunti, Festa di Halloween…Brr!

Spiegazione:
I giorni che vanno da fine Ottobre a l’inizio di Novembre è comunemente conosciuto come il “Ponte di Ognissanti”, in alcune regioni è più noto come “Ponte dei Morti”, non per mancare di rispetto ai Santi che trovano spazio durante tutto l’arco dell’anno tranne alcuni che fanno riferimento solo a questo giorno ma solo per ricordare quelli che non ci sono più in quel giorno prestabilito, anche questa espressione fa un po’ rabbrividire ma non andiamo troppo in profondità.
Il “Ponte dei Morti” è un’espressione poco felice ma di gergo comune nella maggior parte delle persone, chi ha un po’ di attenzione alla forma la definisce commemorazione dei defunti che mi sembra più delicato; tutto questo fino a una quindicina di anni fa quando ha cominciato a fare capolino nelle nostre tradizioni la “Festa di Halloween”, importazione Americana.
Osservazione:
Il mio è un semplice osservare e non giudicare ma sembra che negli anni l’equilibrio che dovrebbe esserci tra tradizione e apertura ad altre culture sia alquanto sbilanciato, anche in questo caso sta a noi fare in modo che l’equilibrio non cessi d’esistere per diventare una ricorrenza a senso unico.
Detto questo, tanto per sottolineare che ogni proverbio ha il suo perché è cioè: “ogni mondo è paese” permettetemi una similitudine; secondo me, il nostro ponte di Ognissanti, o Commemorazione dei Defunti è simile alla Festa del Ringraziamento degli Americani non nel senso di cui abbiamo parlato fino ad ora perché in tal senso non hanno niente in comune ma per un altro aspetto.
Entrambe le ricorrenze sono in anticipo rispetto al Natale, altra Festa sulla quale si potrebbero scrivere dei libri in quanto a ipocrisia e false motivazioni sull'incontrarsi.
Su questo aspetto gli Americani ci montano film, serie Tv e altro io queste due feste le chiamerei “la prova generale”, chi frequenta o ha frequentato il Teatro sa che se una prova generale va male “la Prima” sarà un successo (in verità non è sempre cosi ce lo si dice per non ammettere che il lavoro svolto non è proprio un granché) in Italia, durante questo ponte, in America durante il “Ringraziamento” si sonda il terreno sulle dinamiche che funzionano, su conflitti sopiti che puntualmente se c’è una situazione di stress vengono fuori in alcuni casi su voci grosse, piatti che volano e nuvole e nuvole di fumo, io credo che la cosa sia ciclica e appartiene a tutti prima o poi, alzi la mano chi non si è trovato a dover fronteggiare situazioni simili nella sua vita, almeno una volta?
Soluzioni:
Una possibile soluzione può essere quella di chiamarsi fuori, cioè non prendere parte alle dinamiche e osservare le cose da lontano tramite racconti di chi c’era e poi i racconti dei racconti (quelli sono imperdibili)
Conclusioni:
A questa soluzione avrei da obiettare qualcosa, benché uno si risparmi notevoli stress e fatiche ma poi se non partecipi in qualche modo che si fa?

E’ come perdere le puntate precedenti, alcune sono imperdibili, altre molto meno, e poi signori c’è la vita “vera” da vivere e quella sì che non è per tutti una festa.
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www.greenme.it

martedì 25 ottobre 2016

Monologo finale di Sonja da Zio Vanja

...l'essenza della consapevolezza di quale direzione sta prendendo la propria vita. 

«Che fare? Bisogna vivere!
«Zio Vanja, vivremo. Vivremo una lunga, lunga fila di giorni, di lente serate: sopporteremo pazientemente le prove che il destino ci manderà; lavoreremo per gli altri, e adesso e nella vecchiaia, senza riposo, e quando arriverà anche per noi la nostra ora, moriremo umilmente, e di là, oltre la tomba, diremo che abbiamo sofferto, che abbiamo pianto, che la sorte è stata amara per noi, e Dio avrà pietà di noi, e io e te, zio, caro zio, vedremo una vita luminosa, bella, incantevole, conosceremo la gioia, e guarderemo alle nostre disgrazie di oggi con tenerezza, con un sorriso… e riposeremo! Io credo, zio, credo, con tutte le mie forze, con tutta l’anima, credo… E riposeremo!
«Riposeremo. Sentiremo gli angeli, vedremo il cielo che sfolgorerà di diamanti, vedremo tutto il male della terra e tutte le nostre sofferenze annegare nella misericordia che inonderà il mondo… e la nostra vita diventerà serena, tenera, dolce come una carezza… Io credo; io credo… Povero, povero zio Vanja, tu piangi… Tu non hai conosciuto la gioia, nella tua vita, ma aspetta, zio Vanja, aspetta… Riposeremo… riposeremo… Riposeremo!»