martedì 31 marzo 2015

Sfratto senza preavviso


"Il sottoscritto Luca (2,730 52 cm), il 30 Marzo 2015 alle ore 12:27 dopo 38 settimane di soggiorno ha ricevuto lo sfratto dal monolocale a pensione completa, causa comportamento poco consono (ha preso a calci le pareti di notte). Dello sfratto si rallegrano i genitori!"

AUGURI!

lunedì 30 marzo 2015

“Annie” 30/03/2015

Assumersi le responsabilità delle proprie scelte, cosi si diventa grandi?
Oppure affrontando un dolore lasciando che ci trapassi da parte a parte?

L’unica cosa che mi viene in mente e che a un certo punto finirà, forse la mia ingenuità sta nel credere che dopo che il dolore ti ha attraversato tu possa essere la stessa di prima, no, questo non può essere, oggi l’ho capito il fattore T, il tempo, non è un elemento secondario, in realtà non l’ho mai considerato tale ma mi sono ritrovata nella condizione di dovermici scontrare come quando a sedici anni ho sbattuto la faccia contro un palo, ero distratta…

Nella mia vita non sono mai stata distratta ma fiduciosa si, sempre, anche perché nella mia mente non si contemplava assolutamente un’ipotesi diversa da quella che mi ero costruita in testa:
incontro fuori dalla norma – fatto-
ottimo rapporto –fatto-
sposarsi, avere un figlio, essere felici…
tutta questa parte io l’ho saltata, qualcuno potrebbe chiedermi ma non hai visto che il tempo passava?

Certo, come no è solo che avevo una fiducia incrollabile nel futuro e anche se si sono palesati problemi, io vivevo sempre un metro da terra infatti chiunque m’incontrasse si chiedeva?
Ma come fa questa ad essere sempre cosi allegra?
Ma si! Si sarebbe risolto tutto, perché noi avevamo un rapporto speciale…

Il problema nasce quando sbatti contro il palo, non perché non avete un rapporto speciale è solo che ad un certo punto tu sei rimasta lì aspettando che si realizzi il tuo sogno e Lui invece è andato avanti ad affrontare la vita mettendo in conto anche il non realizzarsi del sogno, peccato che a me nessuno lo ha detto.


Vi ho detto che il mio soprannome è Alice?

domenica 29 marzo 2015

FABIOLA

Avevo sistemato tutto: la finestra aperta, cosi il gatto sarebbe potuto uscire e cercare da mangiare o magari qualcuno di “buon cuore” magari l’avrebbe adottato ma ne dubitavo fortemente; nel giro di sei mesi ero riuscita a raccogliere il quantitativo di sonniferi che mi occorrevano.
Avevo anche deciso di non truccarmi, meglio al naturale.
Chissà quanto tempo ci avrebbero messo a trovarmi?
Tre giorni? Una settimana…mah!
Sicuramente dopo un mese si sarebbe cominciato a sentire il tanfo…eh no, anche il tanfo no!
Trovato!
Meglio dare appuntamento ad un paio di persone, cosi quando non mi presenterò quantomeno proveranno a chiamarmi per sapere che fine ho fatto e chiama oggi, chiama domani, chissà?
Forse un paio di giorni ce la possiamo fare.
Si, così può andare e finalmente finiranno i giramenti di testa e la nausea che mi prende ogni volta che penso a tutto quello che non ho fatto e che avrei voluto fare, finirà quel senso d’impotenza per non riuscire a cambiare niente, basta preoccupazioni, basta tutto; così magari la prossima volta, può darsi che qualcuno incrociando lo sguardo di un'altra persona dopo avergli detto “ciao” ricordandosi della mia storia forse gli chiederà anche “come stai? Ma veramente?” sperando che non si accontenti di una risposta banale.
In realtà a me qualcuno lo ha chiesto “come stai? Ma veramente?” ma io non sono riuscita a rispondere.
Un momento e se dopo pochi giorni nessuno parlasse più di me?
Non sarebbe servito a niente?
Le persone continueranno a dirsi solo “ciao” e “come stai” e chi ha bisogno di aiuto, comunque non lo troverà…del resto è proprio questo il motivo per cui lo faccio.


p.s. Date tutte le mie cose a più persone che conoscete e non che hanno bisogno è poca roba ma pur sempre utile per chi non le ha.

sabato 28 marzo 2015

MESI/ANNO

Gennaio: i giorni della Merla
Febbraio: corto e amaro
Marzo: è pazzo, si sa
Aprile, come sarà?


venerdì 27 marzo 2015

SORRIDI 

Pensieri di madre Teresa di Calcutta

Non aspettare di finire l’università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera,
l’estate,
l’autunno o l’inverno.

Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione. 
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito 
e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: 
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. 
Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.

Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.





giovedì 26 marzo 2015

CAMBIAMENTO

Ci sono sempre due scelte nella vita:
accettare le condizioni in cui viviamo
o assumersi la responsabilità di cambiarle.

Denis Waitley

mercoledì 25 marzo 2015

ELENA

Centoquarantadue…
Centoquarantaquattro…
fino a Duecentosettanta ne mancano ancora cento…ventisei e ricominciamo a tagliare, posizionare, applicare lo scotch.
Il massimo della mia occupazione quotidiana, per oggi, perché poi una volta attaccati questi punti ho finito.
Mi ripeto che devo essere contenta, anzi, guardare la realtà e accettarla cercando di prendere gli aspetti positivi.
Io ci provo e a volte penso di stare meglio ma poi all'improvviso, come oggi mentre attacco i punti mi viene da piangere e sento una voce dentro che mi urla, si mi urla non è una vocina lontana urla proprio “ma che stai facendo, sta passando altro tempo senza che sia cambiato niente” e io che in quel momento vorrei buttare tutto all'aria non riesco a reagire e mi chiedo “ma che posso fare”?
Possibile mai che per me non ci sia niente altro? E tutti i miei sogni? Le mie aspettative?
Mi devo rassegnare?                                          
Ma la cosa peggiore è quella di credere di star facendo qualcosa per cambiare la situazione e poi rendersi conto che non cambia proprio nulla.
Oltretutto guardarsi intorno e sentirsi assolutamente soli, pur non essendolo; essere passati da una situazione idilliaca a una in cui ti senti senza respiro.
Sentire di voler andare via e allo stesso tempo non riuscire a distaccarsi perché al solo pensiero ti senti morire cominci a sudare freddo e ti gira la testa, proprio come un senso di vertigine.
Ricordo una volta dopo l’ennesimo incontro di lavoro che non servi a nulla e mi sentivo veramente sola  senza futuro e come se a nessuno importasse veramente qualcosa di me poi mi girai e nel traffico riconobbi lui che veniva a prendermi in macchina, ecco in quel momento ho pensato ma se non ci fosse a chi importerebbe di me?
E soprattutto pensai se lui si sentisse cosi, a chi si rivolgerebbe?

Forse è per questo che quella volta che avevo preparato la valigia poi la riapri e rimisi tutto a posto.