domenica 1 gennaio 2017
Eh si!
La domanda se pur futile mi attanaglia?
Quelle e quelli cha l'ultimo giorno dell'anno ammiccano alle telecamere facendoci credere che stiano ballando ma da dove saltano fuori? E soprattutto quando questo episodio che sembra divertente ma è inquietante termina questi signorini e signorine che fanno per vivere?
Lo so, lo so che le problematiche bella vita sono altre ma fra ancheggiamenti, lenticchie che proprio non vanno giù e il resto meglio porsi questi interrogativi che altri più profondi ai quali, tra l'altro non sapresti rispondere.
lunedì 26 dicembre 2016
George Michael – Last
Christmas – La canzone di Natale per sempre
Se ne va anche lui, sembra
proprio che pezzo dopo pezzo tutto il mio mondo stia scomparendo.
George Michael sarà per me
sempre associato a Last Christmas al video che l’accompagnava che guardavo
sulla mitica Dj Television anch’essa un lontano ricordo ma se c’è una cosa che
ho imparato e non lasciarsi andare alla malinconia perché si sprofonda.
Eppure, se voi siete capaci
di lasciare andare le cose senza emozionarvi siete sicuramente più attivi, più
capaci di stare al passo con la vita che cambia, più attuali…
Io preferisco ascoltare Last
Christmas, Jesus to a Child, Dont let the sun go down on me, If i told you that e cosi via quanto dura tre minuti?
Saranno tre minuti memorabili,
ciao George e grazie per tutti i Natali che mi hai allietato.
| Foto da Prorcastrination Palace |
Poi, lo vedete questo sguardo, è lo sguardo di chi soffre, di chi sta morendo dentro ma non lo vuole dare a vedere, all'epoca non avevo ancora provato questo tormento ma solidarizzavo con lui.
sabato 24 dicembre 2016
sulle
spalle
Scriverò,
dopo, sul mio doppio?
Un
altro si siede, si gratta, uccide
la pulce
che si toglie da sotto l’ascella
Con
che coraggio dibattere
di psicoanalisi?
Un
altro aveva un palo in mano
e mi
è entrato nel petto
Mettersi
a parlare, poi, di Socrate
col dottore?
Passa
uno zoppo tenendo
per
mano un bambino
E io
dovrei, dopo, leggere Andrè
Breton?
Un uomo dal freddo, tossisce,
Un uomo dal freddo, tossisce,
sputa
sangue
Sarà
mai più permesso anche solo
alludere
all’io profondo?
Uno
cerca nel fango nòccioli, gusci
come fare,
poi, a scrivere
dell’infinito?
Un
muratore cade da un tetto
e muore,
prima ancora di pranzo
Dovrei
dedicarmi, dopo, a parlare
di quarta
dimensione?
Un
banchiere falsifica il bilancio
Con che
faccia piangere, poi,
a
teatro?
Un
poveretto dorme, gli premono
un piede
sulla schiena
E io
dovrei star lì a parlare
di
Picasso con te?
Qualcuno
segue un funerale
singhiozzando
Come
fare ad entrare
nell’Accademia,
adesso?
Qualcuno
lucida il fucile in cucina
Chi ha
più il coraggio di parlare
dell’al
di là?
Qualcuno
passa contando sulle dita
Come
parlare del non-Io
senza
un grido?
...cosa aggiungere, io mi sento esattamente cosi, anche se è Natale!
Grazie a Alessandro Baricco
che me lo ha fatto conoscere sulle pagine di Vanity Fair
giovedì 22 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
Giulia Spizzichino - La farfalla impazzita
Possibile che lassù non sia vietato accettare angeli così piccoli?
Ogni lacrima versata è una lacrima a sé, che merita di essere ricordata, raccontata.
La mia personale Giornata della Memoria si realizza quotidianamente…
Muore Giulia Spizzichino scampata alla deportazione, testimone fondamentale per il processo contro Priebke, la vita le strappa anche un figlio, muore a 90 anni un fiore d'acciaio.
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| foto da elle.it |
Possibile che lassù non sia vietato accettare angeli così piccoli?
Ogni lacrima versata è una lacrima a sé, che merita di essere ricordata, raccontata.
La mia personale Giornata della Memoria si realizza quotidianamente…
Muore Giulia Spizzichino scampata alla deportazione, testimone fondamentale per il processo contro Priebke, la vita le strappa anche un figlio, muore a 90 anni un fiore d'acciaio.
giovedì 8 dicembre 2016
mercoledì 2 novembre 2016
Ponte di Ognissanti,
Commemorazione dei Defunti, Festa di Halloween…Brr!
Spiegazione:
I giorni che vanno da fine
Ottobre a l’inizio di Novembre è comunemente conosciuto come il “Ponte di
Ognissanti”, in alcune regioni è più noto come “Ponte dei Morti”, non per
mancare di rispetto ai Santi che trovano spazio durante tutto l’arco dell’anno
tranne alcuni che fanno riferimento solo a questo giorno ma solo per ricordare
quelli che non ci sono più in quel giorno prestabilito, anche questa
espressione fa un po’ rabbrividire ma non andiamo troppo in profondità.
Il “Ponte dei Morti” è un’espressione
poco felice ma di gergo comune nella maggior parte delle persone, chi ha un po’
di attenzione alla forma la definisce commemorazione dei defunti che mi sembra
più delicato; tutto questo fino a una quindicina di anni fa quando ha
cominciato a fare capolino nelle nostre tradizioni la “Festa di Halloween”,
importazione Americana.
Osservazione:
Il mio è un semplice
osservare e non giudicare ma sembra che negli anni l’equilibrio che dovrebbe
esserci tra tradizione e apertura ad altre culture sia alquanto sbilanciato,
anche in questo caso sta a noi fare in modo che l’equilibrio non cessi
d’esistere per diventare una ricorrenza a senso unico.
Detto questo, tanto per
sottolineare che ogni proverbio ha il suo perché è cioè: “ogni mondo è paese”
permettetemi una similitudine; secondo me, il nostro ponte di Ognissanti, o
Commemorazione dei Defunti è simile alla Festa del Ringraziamento degli
Americani non nel senso di cui abbiamo parlato fino ad ora perché in tal senso
non hanno niente in comune ma per un altro aspetto.
Entrambe le ricorrenze sono
in anticipo rispetto al Natale, altra Festa sulla quale si potrebbero scrivere
dei libri in quanto a ipocrisia e false motivazioni sull'incontrarsi.
Su questo aspetto gli
Americani ci montano film, serie Tv e altro io queste due feste le chiamerei “la
prova generale”, chi frequenta o ha frequentato il Teatro sa che se una prova
generale va male “la Prima” sarà un successo (in verità non è sempre cosi ce lo
si dice per non ammettere che il lavoro svolto non è proprio un granché) in
Italia, durante questo ponte, in America durante il “Ringraziamento” si sonda
il terreno sulle dinamiche che funzionano, su conflitti sopiti che puntualmente
se c’è una situazione di stress vengono fuori in alcuni casi su voci grosse,
piatti che volano e nuvole e nuvole di fumo, io credo che la cosa sia ciclica e
appartiene a tutti prima o poi, alzi la mano chi non si è trovato a dover
fronteggiare situazioni simili nella sua vita, almeno una volta?
Soluzioni:
Una possibile soluzione può
essere quella di chiamarsi fuori, cioè non prendere parte alle dinamiche e
osservare le cose da lontano tramite racconti di chi c’era e poi i racconti dei
racconti (quelli sono imperdibili)
Conclusioni:
A questa soluzione avrei da obiettare
qualcosa, benché uno si risparmi notevoli stress e fatiche ma poi se non
partecipi in qualche modo che si fa?
E’ come perdere le puntate
precedenti, alcune sono imperdibili, altre molto meno, e poi signori c’è la
vita “vera” da vivere e quella sì che non è per tutti una festa.
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