SI, VOGLIAMO CREDERCI TUTTI!
sabato 17 ottobre 2020
domenica 23 agosto 2020
NUOVO POST 🐦
NUOVO POST 🐦

Un Post Post-Covid mi sembrava urgente, non che abbia qualcosa da dire ma sono successe talmente tante cose tra cui anche il cambio di interfaccia del Blog che mi son detta si, urge!
Da qui e da tante miliardi di cose la certezza e la consapevolezza che la vita è in continuo mutamento ma perché direte prima non lo sapevi?
Si, si, ma niente è stupefacente e dolorosa quanto la "consapevolezza" di qualsiasi cosa.
Questo è tutto direte voi?
A voi non è bastato? A me si ma la vita non è ancora finita.
Buona ripresa a tutti. 💦
(per intenderci ripresa può anche significare solo alzarsi dal letto la mattina)
sabato 23 maggio 2020
lunedì 30 marzo 2020
TEMPO....
non m'annoio Jovanotti
Tempo,
tempo comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno è in ritardo
puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato
e fino adesso niente lo ha mai fermato
e tutt'al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello
ma tanto il tempo resta sempre lui quello
l'unica cosa che ci è data di fare
è avere il tempo da poter organizzare si da organizzare da dividere in passi cassa rullante la mia voce ed i bassi bassi medi e alti
per fare salti per far ballare il pubblico sugli spalti
e non m'annoio e no che non m'annoio e non m'annoio io no che non m'annoio e non m'annoio no che non m'annoio no che non m'annoio
tempo 109 battute al minuto
quando finisce forse ti sarà piaciuto la chiave per capire questo genere di suono
che a molte orecchie può sembrare frastuono
e liberare la tua parte migliore chiudere gli occhi aprire bene il cuore
che non c'è musica che vale di più
di quella musica che vuoi sentire tu
e non mi stanco e no che non mi stanco non mi stanco io no che non mi stanco non mi stanco no che non mi stanco no che non mi stanco
sono passate 1000 generazioni
dai rockabilli punk e capelloni
i metallari i paninari e sorcini
e ogni volta gli stessi casini
perché i ragazzi non si fanno vedere
sono sfuggenti come le pantere e quando li cattura una definizione
il mondo è pronto a una nuova generazione
e non m'annoio e no che non m'annoio e non m'annoio io no che non m'annoio non m'annoio no che non m'annoio no che non m'annoio io no che non m'annoio
tempo
prezioso
conosco un modo per rimanere a galla
non abboccare a questa grande balla del tempo che ti fa cambiare che ti modella
e più vai avanti più la vita è meno bella sfuggi dal gruppo e pensa con la tua testa
non m'annoio Jovanotti
Tempo,
tempo comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno è in ritardo
puoi chiamarlo bastardo ma tanto è già andato
e fino adesso niente lo ha mai fermato
e tutt'al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello
ma tanto il tempo resta sempre lui quello
l'unica cosa che ci è data di fare
è avere il tempo da poter organizzare si da organizzare da dividere in passi cassa rullante la mia voce ed i bassi bassi medi e alti
per fare salti per far ballare il pubblico sugli spalti
e non m'annoio e no che non m'annoio e non m'annoio io no che non m'annoio e non m'annoio no che non m'annoio no che non m'annoio
tempo 109 battute al minuto
quando finisce forse ti sarà piaciuto la chiave per capire questo genere di suono
che a molte orecchie può sembrare frastuono
e liberare la tua parte migliore chiudere gli occhi aprire bene il cuore
che non c'è musica che vale di più
di quella musica che vuoi sentire tu
e non mi stanco e no che non mi stanco non mi stanco io no che non mi stanco non mi stanco no che non mi stanco no che non mi stanco
sono passate 1000 generazioni
dai rockabilli punk e capelloni
i metallari i paninari e sorcini
e ogni volta gli stessi casini
perché i ragazzi non si fanno vedere
sono sfuggenti come le pantere e quando li cattura una definizione
il mondo è pronto a una nuova generazione
e non m'annoio e no che non m'annoio e non m'annoio io no che non m'annoio non m'annoio no che non m'annoio no che non m'annoio io no che non m'annoio
tempo
prezioso
conosco un modo per rimanere a galla
non abboccare a questa grande balla del tempo che ti fa cambiare che ti modella
e più vai avanti più la vita è meno bella sfuggi dal gruppo e pensa con la tua testa
martedì 14 gennaio 2020
L’ETERNA
INDECISA
Ogni
giorno siamo chiamati a fare delle scelte:
-cosa
indossare,
-come
organizzare la giornata,
-cosa
mangiare,
-quanto
posso spendere,
-dove
andare dopo il lavoro,
-cosa
fare,
-a
chi voler bene,
-con
chi litigare,
-con
chi non vale la pena di litigare,
-bianco
o rosso,
-gonna
o pantaloni,
-rossetto
o senza,
-trucco
o no,
-il
panino avanzato lo butto, o lo do ad un cane per strada…
Su
questo non c’è neanche da porsi la domanda e cosi via dicendo tutto il giorno,
tutti i giorni,
Ma…un momento, queste sono le scelte che si pone chi
ha una vita da svolgere, chi ha dei compiti, delle mansioni, degli obblighi a
cui adempiere, immaginate per un momento che da un giorno all’altro vi
ritroviate a non vivere più la vostra vita di sempre, all’improvviso siete
senza lavoro o qualcosa che ci assomigliava, senza compiti, tutte le vostre
scelte si riducono a: sono sveglia, cosa posso fare, attenzione non cosa voglio
ma cosa posso, esistono vocaboli differenti per una ragione.
Ed ecco che i gesti più semplici non saranno più
scontati, alzarsi, lavarsi i denti, vestirsi, fare, fare, fare…cosa?
Ad un certo punto comincerete ad avere nostalgia di
quando indossavate una maschera per incontrare il mondo, benché l’abbiate
sempre detestato, perché almeno avevate una vita da vivere.
Una maschera per gli estranei, una maschera per i
colleghi, per i parenti, dal salumiere, in farmacia, dal medico, per strada, mi
sono posta spesso questa domanda, quando si può: “calare la maschera”? Credo di
poter rispondere: “ognuno ha il suo momento”!
La definizione di Riflettere dice: “rivelare
all’esterno l’agitarsi di pensieri o sentimenti” ma è anche:
-pensare,
-soffermarsi,
-meditare, il contrario è: “agire d’impulso”.
La riflessione in
questione è: quando dobbiamo prendere una decisione, scegliere se prendere una
strada o un’altra ma non dobbiamo decidere se prendere un caffè o un caffè
d’orzo (per quanto la decisione a lungo
andare ha la sua influenza) bensì trovarsi a un bivio e non sapere quale
porta aprire, ben sapendo che da quella decisione dipenderà tutto il resto
della propria vita, consumarsi nel dilemma di voler sapere cosa succederà se
apro la porta B e se invece dovessi
affacciarmi alla A Aaaaaaaaaaaaiuto
che fare, a chi non è capitato????
Ma
quello che mi chiedo è: “come si fa a ridursi in questo stato”? Rimuginare
continuamente sul e se, e se, e se, e ancora se.
Come
facevamo prima, quando era abbastanza facile prendere decisioni, non
riflettevamo affatto e quindi agivamo sempre d’impulso?
Oppure
era l’incoscienza di non capire fino in fondo, quanto alcune scelte
condizionano il resto della propria vita, a farci scegliere?
Per me è stato sempre
difficile, perché ho sempre pensato che la vita ti dà delle indicazioni,
chiamiamole “coordinate” sta a noi saperle interpretare.
Riflettevo:
ma il mio libretto delle istruzioni, chi l’ha preso?
... da Essere talune o tal'altre
domenica 29 dicembre 2019
lunedì 2 dicembre 2019
Fai qualcosa...
Quando ti dicono fai qualcosa e tu vorresti con tutte le tue forze fare qualcosa che porti da qualche parte ma non sai assolutamente cosa fare e passi le giornate cosi capendo che la tua vita sta andando via, per te stessa non sei riuscita a fare nulla, le rinunce che hai fatto non ti hanno portato da nessuna parte e nessuno le ha capite ( perché chi ha rinunciato sei tu e non gli altri, il sacrificio è tuo e non degli altri ) capisci che il tempo di alcune persone sta per finire, hai questo peso sul cuore e non riesci a respirare a fondo quindi quando ti imbatti in dialoghi scialbi è naturale che la tua faccia assuma un espressione di disappunto che viene interpretata come supponenza, non lo è, è solo consapevolezza, la stramaledetta consapevolezza che non ti fa vivere nemmeno quello che di buono c'è nel quotidiano.
Quando ti dicono fai qualcosa e tu vorresti con tutte le tue forze fare qualcosa che porti da qualche parte ma non sai assolutamente cosa fare e passi le giornate cosi capendo che la tua vita sta andando via, per te stessa non sei riuscita a fare nulla, le rinunce che hai fatto non ti hanno portato da nessuna parte e nessuno le ha capite ( perché chi ha rinunciato sei tu e non gli altri, il sacrificio è tuo e non degli altri ) capisci che il tempo di alcune persone sta per finire, hai questo peso sul cuore e non riesci a respirare a fondo quindi quando ti imbatti in dialoghi scialbi è naturale che la tua faccia assuma un espressione di disappunto che viene interpretata come supponenza, non lo è, è solo consapevolezza, la stramaledetta consapevolezza che non ti fa vivere nemmeno quello che di buono c'è nel quotidiano.
martedì 26 novembre 2019
sabato 2 novembre 2019
2 Novembre 2019.....oggi è cosi, domani chissà
La morte ci imbarazza. Noi italiani non sappiamo accettarla come gli indiani o gli arabi; non sappiamo ricordarla come gli ebrei; non riusciamo a scherzarci sopra come gli inglesi; non abbiamo imparato a esorcizzarla come gli americani (pensate a Halloween, che gli Usa hanno esportato nel mondo come una festa per bambini). Noi italiani trattiamo la morte con un timore superstizioso, e usiamo la tattica dello struzzo. Di morte non vogliamo sentir parlare, e non sappiamo parlare a chi se l’è trovata di fianco.
I morti altrui non ci interessano. I nostri morti - anche in questi giorni, che a loro sono dedicati - sono quasi sempre figure lontane. Ai bambini ne parliamo poco, quasi fossero fantasmi in grado di turbarne i sogni.......
......Restava, e resta, il problema dei cimiteri. Non occorre essere Ugo Foscolo per capire che la nostra fissazione monumentale è angosciosa, mentre i cimiteri anglosassoni - verdi e lindi - sono, se non allegri, rassicuranti. Ricordo lo stupore quando, arrivato da poco a Londra, vedevo gli inglesi che portavano tè e biscotti tra le croci, in luoghi come Kew o Hampstead. Mi sembrava una mancanza di rispetto. Poi ho capito: la mancanza era mia. Il loro era rispetto.
Estratto da
La morte ci imbarazza. Noi italiani non sappiamo accettarla come gli indiani o gli arabi; non sappiamo ricordarla come gli ebrei; non riusciamo a scherzarci sopra come gli inglesi; non abbiamo imparato a esorcizzarla come gli americani (pensate a Halloween, che gli Usa hanno esportato nel mondo come una festa per bambini). Noi italiani trattiamo la morte con un timore superstizioso, e usiamo la tattica dello struzzo. Di morte non vogliamo sentir parlare, e non sappiamo parlare a chi se l’è trovata di fianco.
I morti altrui non ci interessano. I nostri morti - anche in questi giorni, che a loro sono dedicati - sono quasi sempre figure lontane. Ai bambini ne parliamo poco, quasi fossero fantasmi in grado di turbarne i sogni.......
......Restava, e resta, il problema dei cimiteri. Non occorre essere Ugo Foscolo per capire che la nostra fissazione monumentale è angosciosa, mentre i cimiteri anglosassoni - verdi e lindi - sono, se non allegri, rassicuranti. Ricordo lo stupore quando, arrivato da poco a Londra, vedevo gli inglesi che portavano tè e biscotti tra le croci, in luoghi come Kew o Hampstead. Mi sembrava una mancanza di rispetto. Poi ho capito: la mancanza era mia. Il loro era rispetto.
Estratto da
2 novembre, i morti non vogliono spaventarci ma possono consolarci
di Beppe Severgnini Corriere della Sera 02/11/2019
| messinaweb |
sabato 28 settembre 2019
DEDICATO A TUTTE LE RISORSE UMANE DEL MONDO.
| www.la7.it |
https://www.la7.it/piazzapulita/video/io-ti-pago-sei-il-mio-schiavo-il-racconto-di-stefano-massini-26-09-2019-284264
Stefano Massini sempre centrato.
giovedì 27 giugno 2019
lunedì 27 maggio 2019
domenica 21 aprile 2019
Lunedi dell'angelo.
![]() |
| Altaterradilavoro |
Il giorno successivo alla Pasqua, detto comunemente Pasquetta, è chiamato anche lunedì di Pasqua, e nel calendario liturgico cattolico, lunedì dell'Ottava di Pasqua.
Questa festività che “allunga” quella di Pasqua, prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù. Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto" (Mc 16,1-7). E aggiunse: "Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli", ed esse si precipitarono a raccontare l'accaduto agli altri.
L'espressione "lunedì dell'Angelo", diffusa in Italia, è tradizionale e non appartiene al calendario liturgico della Chiesa cattolica, il quale lo indica come lunedì dell'Ottava di Pasqua, alla stessa stregua degli altri giorni dell'ottava (martedì, mercoledì ecc.). Non è giorno di precetto per i cattolici, fatta eccezione per la Germania e altri paesi germanofoni.
Il lunedì di Pasqua è stato introdotto dallo Stato italiano come festività civile nel dopoguerra ed è festivo in diversi Paesi.
famigliacristiana
domenica 17 marzo 2019
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| Freepik |
La teoria di Darwin sull'evoluzione. La nostra immagine rappresenta la nostra evoluzione nel mondo.
Stefano Massini a Piazza Pulita 14/03/2019
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